Simone Piazzola | Simone Piazzola intervistato per la rubrica “Nonsoloverdi”
4065
post-template-default,single,single-post,postid-4065,single-format-standard,ajax_updown_fade,page_not_loaded,boxed

BLOG

 

Simone Piazzola intervistato per la rubrica “Nonsoloverdi”

05 Nov 2013, Posted by admin in Uncategorized
[action background_color=’#ffffff’]

HO REALIZZATO UNO DEI MIEI SOGNI PIÙ GRANDI: CANTARE DIRETTO DAL MAESTRO ZUBIN MEHTA.

[/action]

Il giovane baritono veronese, 28 anni, sta trionfando al Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia, nella parte di Germont nella “Traviata” diretta da Zubin Mehta – “Ho scoperto la passione per la musica a 3 anni, quando ascoltai per la prima volta Mario del Monaco in ‘Un amore così grande’” – “Tra una trasferta e l’altra vivo a Dossobuono, vicino a Verona, con la mia compagna, il soprano Jessica Nuccio e il nostro figlioletto Diego” – “Nucci mi è stato di grande aiuto”

simone opertaNel panorama internazionale dei baritoni Simone Piazzola, veronese, 28 anni compiuti il 14 agosto, è senza alcun dubbio un “emergente”, un cantante che colleziona applausi e ovazioni e, in particolare, giudizi molto positivi da parte dei critici musicali.
Come in questo periodo, in cui è impegnato a Valencia al Palau des Arts Reina Sofia nel ruolo di Giorgio Germont in una fortunatissima produzione de La traviata, diretta da Zubin Mehta.
“Sì, tra i miei sogni nel cassetto”, dice Piazzola “c’era proprio quello di essere diretto da Mehta e questo l’ho realizzato. Mehta non è soltanto un grande direttore, è una persona fantastica, sa tenere un ottimo rapporto con gli artisti che lavorano con lui, qui a Valencia è anche uscito a cena con noi… E poi nelle prime quattro recite di questa Traviata (le prossime le avrò il 7, il 10 e il 13 Novembre) Violetta è stata interpretata dalla mia compagna, il soprano Jessica Nuccio, che è anche la madre del nostro bambino, Diego, di 6 mesi. Più di così non potevo chiedere…”.

Piazzola, che ha debuttato dieci anni fa, quindi a 18 anni, nella parte di Marullo nel Rigoletto, a Roma, è già il presente e il futuro tra baritoni italiani e in particolare tra quelli “verdiani”. “Tutto cominciò quando avevo tre anni, nel 1985”, spiega. “Nessuno in casa mia era appassionato d’opera ma un giorno, così piccolino, mi capitò di ascoltare Mario Del Monaco in Un amore così grande.
Quella canzone lì mi entrò nella testa e nel cuore. Insomma, mi innamorai di quella canzone e di quel modo di cantare. La lirica entrò nel mio sangue così.
Poi, crescendo, mi è rimasta la passione per Del Monaco, e poi mi è venuta quella per quel grande baritono che è Renato Bruson.
Si autodefinisce, Piazzola “un baritono verdiano”; “Perlomeno così dicono di me. Sì, sono già a quota cento recite o giù di lì di Germont… È il ruolo che ho cantato di più finora. Ma ho fatto spesso anche Sharpless della Madama Butterfly… E nel mio prossimo futuro non mi aspettano solo opere verdiane. Infatti sarò Marcello nella Bohème a San Paolo del Brasile, poi Lescaut nella Manon Lescaut all’Opera di Roma, diretto da Riccardo Muti e con Anna Netrebko…”.

Parla, Piazzola, del suo ménage familiare, non semplice per due giovani coniugi, con figlio, sempre in viaggio, spesso uno di qui, l’altra di là. “Proprio così, spiega, ogni tanto ho la fortuna di cantare assieme a Jessica, come in questa Traviata, oppure il prossimo 17 novembre alla Sala Čaikovsky di Mosca, in una Galà verdiano, ma non è sempre così. Entrambi abbiamo sempre le valigie pronte. Jessica è siciliana e prima vivevamo insieme in Sicilia, ma poi ci siamo trasferiti a Verona perché siamo più “nel cuore” dell’Europa, più comodi per i nostri trasferimenti. Oltretutto abitiamo a Dossobuono e abbiamo l’aeroporto vicino a casa. Il nostro Diego, quando siamo via, viene accudito dalle mie sorelle e dalla madre di Jessica, che comunque, appena è possibile, ci raggiungono con lui. Certo, la vita per due globetrotter della lirica non è semplice… Fortunatamente c’è “Santo Skype” che ci permette di sentirci e di vederci… Ci pare di essere un po’ più vicini. Poi, quando siamo a casa, la nostra è una vita normalissima.

Tutto ruota attorno a Jessica, è lei che porta i pantaloni…. Frequentiamo gli amici, pochi ma buoni”. Racconta, Piazzola, dei suoi amici nella lirica. “Sono soprattutto baritoni”, spiega “per esempio Vladimir Stoyanov, Luca Salsi, Gabriele Viviani. Comunque mi piace tenere rapporti buoni con tutti. E non mi ritengo geloso di nessuno. Se c’è qualcuno più bravo di me non provo invidia, cerco solo di migliorare per raggungerlo… ogni giovane cantante dovrebbe fare così: imparare, imparare. Per esempio nel 2010 ho debuttato al Teatro Regio di Parma nel ruolo di Paolo Albiani nel Simon Boccanegra con Leo Nucci.
Ebbene, Nucci mi ha aiutato tantissimo, mi ha riempito di consigli e gliene sarò sempre grato”.
Ricordiamo che cosa scrisse a proposito di Piazzola il nostro critico musicale Paolo Zoppi: “Bella sorpresa ha costituito il Paolo di Simone Piazzola, voce robusta, che è stato un vero e proprio protagonista della serata, sicuro e intenso, ha avuto applausi meritati”.
Se si osa chiedere a Piazzola chi preferisce tra Bruson e Nucci ci si trova ad ascoltare questa risposta: “Impossibile fare classifiche, sono due grandi, punto e basta”.

Ci consente anche, il giovane baritono veronese, di toccare un tasto dolente che molti cantanti purtroppo hanno vissuto, e vivono, sulla loro pelle: l’insolvenza (o pagamenti prorogati all’infinito) da parte di molti teatri. “Purtroppo è una piaga che coinvolge molti di noi, grandi e piccoli. E non riguarda solo i teatri più piccoli e o cantanti più “piccoli” eh?… Certo, ci fanno firmare i contratti, ma poi spesso i soldi tardano ad arrivare, quando arrivano… Io cerco di difendermi come posso, mi piace parlare chiaro e difendere i miei diritti, ma a volte…. eh sì, è un problema che ha toccato anche me. Esistono le associazioni dei cantanti, è vero, però preferisco tutelarmi da solo”.

Post a comment